DRACULA 3D

DRACULA 3D

Regia di Dario Argento

 

INTERVISTA A CLAUDIO COSENTINO (scenografo)

Come sei stato coinvolto nel progetto?

Il ponte è stato la Diamonds Film International, casa di produzione di Gianni Paolucci, con cui collaboro ormai da diversi anni come scenografo. L'ultimo film sulla guerra del Vietnam “My Lai Four” con la regia di Paolo Bertola risale giusto al 2010. Con Gianni abbiamo lavorato per ben 10 anni quasi esclusivamente in Oriente, quando mi parlò di voler produrre “Dracula 3D” in Europa con la regia di Argento sono stato davvero contento. E’ uno dei i miei registi preferiti.

E’ il tuo primo lavoro in un progetto cinematografico così importante dopo varie produzioni minori ed alcune fiction televisive. Quanto è importante per te, a questo punto della tua carriera, la collaborazione con un Maestro come Dario Argento? Hai avvertito una maggiore pressione nel lavorare in un film del genere?

Argento non mi conosceva e ha voluto al suo fianco Antonello Geleng, scenografo di fama con cui aveva già lavorato. Probabilmente non si sentiva sicuro di affidare il suo film ad un giovane scenografo come me. Quindi ho rischiato di essere una figura minore nel cast tecnico, e per tanto tempo tutti sul set hanno creduto che fossi l'assistente di Antonello, ma questo non mi ha creato nessun problema, anzi avere accanto un grande del cinema come Geleng che facesse da interfaccia con Argento mi ha giovato molto. Di sicuro il progetto è stato imponente sia sotto l'aspetto scenografico che organizzativo, è stata una grande opportunità e devo ringraziare i produttori Gianni Paolucci e Roberto Di Girolamo che mi hanno voluto a tutti i costi con loro, perchè mi conoscevano e si volevano sentire sicuri.
La loro sicurezza nasce dal fatto che per lavorare in produzioni minori con piccoli budget devi fare miracoli, altrimenti il delicato equilibrio che sorregge queste produzioni si rompe e addio film. E io in questo sono maestro, senza vanto. E’ solo che, nonostante fossi laureato, ho iniziato come operaio nei laboratori di scenografia, imparando tutte le tecniche ed i segreti per costruire.
All'inizio non avrei mai pensato che mi sarebbe toccata la responsabilità di progettare e costruire molte delle scene di un film di Dario Argento.

Qual è stato il tuo apporto scenografico al film?

A marzo 2011, durante i sopralluoghi in Ungheria, avevamo trovato molte location interessanti, e più della metà delle scenografie erano già costruite, avremmo solo dovuto fare dei riadattamenti, ma qualcosa non è andata nel verso giusto e dopo 15 giorni ci siamo ritrovati in Piemonte, regione molto amata da Argento.
Da quel momento in poi è iniziato però un lungo periodo di ricerche affannose a caccia di posti suggestivi che richiamassero la Transilvania. Abbiamo trovato qualcosa vicino Biella dove avevamo il campo base, il bellissimo borgo del 1200 Ricetto di Candelo, da riadattare al nostro villaggio transilvanico di Bassoborgo, e poi il castello di Montalto D'Ora, dimora di Dracula, ma anche questo da riadattare. Ogni giorno facevamo centinaia di chilometri con Antonello in tutta la provincia ma spesso i posti poi venivano bocciati da Argento.
Trovavamo l'interno giusto ma poi mancava l'esterno o viceversa... Eravamo in una situazione di emergenza ormai a solo un mese dall'inizio del film, mancavano un sacco di location. Fu a questo punto che iniziai a capire il mio ruolo: fummo convocati in via straordinaria dal produttore Gianni Paolucci, che mi affidò il gravoso compito e l'enorme responsabilità di iniziare la costruzione delle scenografie mancanti. E proprio lì a Biella il bravissimo direttore di produzione Mauro Cagnina riuscì in tempi brevi a trovare una fabbrica dismessa che faceva al caso nostro.
Una volta ricevuto l'incarico non è stato diverso dagli altri film, ho avuto carta bianca a patto di non sforare con il budget e questo mi ha consentito una maggiore libertà rispetto ai film precedenti, son riuscito a portare i miei 2 assistenti da Roma Federica Russo e Pasquale Ricciardi e a formare un gruppo di lavoro di 12 unità. Abbiamo iniziato a lavorare e produrre intensamente. Intanto Antonello, che aveva capito la responsabilità che mi ero assunto, mi aiutava continuando a cercare posti che potessero alleggerire il carico di costruzioni che avevamo in programma.

Quanto è stato difficile ricostruire un intero villaggio dell’est europeo in Italia e i vari ambienti interni (cripta, biblioteca, corridoi, tunnel sotterranei...)?

Diventa difficile per i tempi che solo il cinema ha, e in particolare questo film ha avuto una serie di problemi sul piano di lavorazione: scene cambiate e spesso anticipate, quasi sempre abbiamo dovuto correre, non ricordo di aver avuto mai più di una settimana per costruire una scena, considerando che poi andava arredata ed illuminata, i nostri orari non erano mai inferiori alle 12 ore. Pensa, 3 giorni per costruire il manicomio di Carfax lungo 30 metri con 21 celle, di cui una grande per la scena di Dracula e Van Helsing. Il villaggio ha subito molti riadattamenti, per poi essere di nuovo riportato all'origine, anche lì in tempi improponibili. La cripta sotterranea invece l'abbiamo veramente partorita, il mio gruppo è stato grandioso, sono professionisti come me, eroi che lavorano dietro le quinte in silenzio, e non hanno mai occasione di essere menzionati se non nei titolini di coda che spesso nessuno legge, ma il loro apporto al film è stato notevole: Sergio Verna, Ivan Verna, Paolo Boggio, Lele Bellan, Serena Muscas, Nicola Mussari, Bertoli Pier Leonio, Emanuela Corapi, Etan Baruzzo, Daniele Martino, Guido Antognozzi, Daniele Inhoff.

Su cosa hai puntato per cercare di differenziare il tuo lavoro dalla scenografia dei vari Dracula del passato? L’uso del 3D ha cambiato il tuo modo di lavorare?

Ho cercato di renderlo cupo con delle textures che mi sporcassero un pò le scene, l'hd purtroppo tende ad essere molto brillante e ho cercato con ogni mezzo di ammorbidire l'effetto televisivo che ne può derivare. Nel castello, ad esempio, i muri erano totalmente bianchi, li abbiamo ridipinti tutti con tonalità scure, usando le spugne e patinando tutto, lasciando colature di umidità e di abbandono, l'idea che fosse un posto decrepito dove sono passati più di 400 anni dal suicidio della moglie e conseguente dannazione di Dracula. Non ho preso molti spunti anche perchè sono tanti i film che ho visto, essendo un amante del genere horror, però mi piace il colore desaturato che va verso le tonalità del grigio, marrone, della terra bagnata, scura e triste dei cimiteri, a sentire quasi l'odore dei cipressi dopo la pioggia. Mi piaceva molto l'ambientazione alla “Silent Hill” troppo spinta e sinistra forse... anche se confesso che in alcune location, come la caserma e il manicomio, ho calcato la mano, poi comunque chi deve dare il tocco per valorizzare il mio lavoro è di sicuro il direttore di fotografia, lui può con la luce esaltare una scena. Credo che Tovoli, grande professionista che certamente non ha bisogno di presentazioni, abbia fatto il massimo, considerando anche che in quel periodo in Transilvania illuminavano ancora a petrolio e candele. Il 3D con cui è stato girato il film dovrebbe dare alla fine la giusta importanza alle scenografie in quanto fruiremo di tutte le profondità di campo, con un grande effetto stereoscopico. Il concetto di progettazione delle scene deve anche andare verso questa nuova tecnologia, bisogna tenerne conto. Rispetto al 2D qualcosa è cambiato, ormai bisogna progettare anche in 3D. Io progetto al computer con l’AutoCad e poi faccio una copia in anaglifico con dei software appositi per avere un'anteprima stereoscopica.

(a cura di Lorenzo Ricciardi)

 da sito ufficiale di Dario Argento http://www.darioargento.it/filmografia/film/dracula3d.html